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Calcio dilettantistico, un allenatore su due ha più di 45 anni. L’analisi di Golee su 23.000 figure tecniche

Le donne sono ancora il 12,3% dello staff, ma tra gli under 24 salgono al 27%. Il 58,3% degli intervistati considera l’assenza dell’Italia dai Mondiali il sintomo di un problema strutturale.


Mentre si disputano i Mondiali, Golee, la piattaforma italiana di gestione digitale per le associazioni e società sportive dilettantistiche, ha analizzato oltre 23.000 figure di staff tecnico nel calcio dilettantistico, incrociando i dati della propria piattaforma con le risposte di un sondaggio rivolto ad allenatori e dirigenti.

Il quadro che emerge racconta un sistema fondato sull’esperienza: quasi una figura tecnica su due (il 48,6%) ha almeno 45 anni, e la fascia più rappresentata è quella tra i 45 e i 54 anni (25,4%). L’età media complessiva è 42,9 anni. Le donne sono ancora solo il 12,3% dello staff tecnico, con un’età media di 34,5 anni contro i 44,1 degli uomini. Un dato lascia però intravedere un cambiamento: tra gli under 24, la presenza femminile negli staff arriva al 27%.

I dati

Figure tecniche e di staff analizzate: 23.426. Uomini: 87,7%. Donne: 12,3%. Età media complessiva: 42,9 anni. Figure con almeno 45 anni: 48,6%. Fascia più rappresentata: 45-54 anni (25,4%). Under 25: 13,6%. Presenza femminile tra 18-24 anni: 27%.

Il sondaggio

Per il 58,3% degli intervistati l’assenza dell’Italia dai Mondiali è il sintomo di un problema più profondo, mentre solo l’8,3% ritiene si tratti di un danno d’immagine particolarmente rilevante. Le cause principali della crisi indicate dagli operatori convergono sulla scarsa qualità della formazione dei giovani, sulla mancanza di organizzazione del sistema e sulle criticità del modello calcistico italiano, prima ancora dei risultati del calcio professionistico.

Quasi sette intervistati su dieci (69,5%) ritengono che le associazioni sportive abbiano un ruolo importante nel rilancio del calcio italiano. Il 27,8% sostiene che “il cambiamento parte da noi”, mentre il 41,7% ritiene che le ASD possano fare concretamente la propria parte.

Tra le principali criticità emergono la carenza di risorse economiche (33,1%), la necessità di maggiore formazione per dirigenti e allenatori (31,2%) e la disponibilità di strumenti tecnologici per gestire meglio le società (19,4%).

Dalle risposte aperte emergono le stesse priorità: investire nella formazione degli allenatori, migliorare gli impianti sportivi, ridurre la pressione sul risultato nelle categorie giovanili, sostenere economicamente le società dilettantistiche e semplificare la gestione amministrativa.

Le dichiarazioni

«Questi dati non vanno interpretati in maniera negativa. L’esperienza di chi da anni tiene in piedi il calcio dilettantistico è uno dei patrimoni più importanti del movimento. Tecnici, dirigenti e volontari garantiscono continuità, competenza, presenza sul territorio e trasmissione di conoscenze. Questa esperienza oggi deve essere affiancata da nuove energie: servono più giovani che scelgano di fare gli allenatori, i dirigenti, i formatori, e c’è bisogno di figure senior capaci di formarli e metterli nelle condizioni di crescere. Più donne negli staff, inoltre, significa più modelli per bambine e ragazze, più pluralità nei percorsi educativi, maggiori possibilità di allargare la base di chi sceglie di vivere il calcio non solo da atleta, ma anche da allenatrice, dirigente o formatrice» spiega Tommaso Guerra, CEO e founder di Golee.

«Quando si parla della crisi del calcio italiano si guarda quasi sempre all’ultimo anello della catena, la Nazionale. I nostri dati raccontano invece che il futuro del movimento si costruisce molto prima, nelle migliaia di ASD che ogni giorno formano giovani atleti spesso con risorse limitate. Se vogliamo tornare competitivi, dobbiamo investire su organizzazione, formazione e strumenti che permettano alle società sportive di dedicare più tempo ai ragazzi e meno alla burocrazia» continua Guerra.


Sintesi del comunicato stampa ricevuto elaborata con ausilio di AI. Informazioni ed eventuali opinioni riportate sono quelle del mittente o delle entità citate; per chiarimenti o approfondimenti contattare direttamente loro.

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